La Regione fa promozione turistica per oltre 70 mila euro su Fortnite. Moretuzzo: «Regione finanzia videogiochi violenti, a rischio dipendenza migliaia di adolescenti»
«La Regione Friuli-Venezia Giulia ha stanziato oltre 70 mila euro per promuovere il territorio attraverso il videogioco Fortnite, una piattaforma che molti esperti indicano tra quelle online con il maggior rischio di generare dipendenza. Eppure, per l’assessore Bini non ci sarebbe nulla di anomalo: ciò che conta è attrarre turisti. Di questo passo, perché non pensare a promuovere la Regione anche sui pacchetti di sigarette o sulle macchinette per il gioco d’azzardo?». È la provocazione lanciata dal capogruppo del Patto per l’Autonomia – Civica FVG, Massimo Moretuzzo, intervenuto oggi in aula durante la discussione della sua interrogazione. L’obiettivo era chiarire quali valutazioni strategiche, culturali, comunicative ed economiche abbiano portato la Regione a scegliere Fortnite – noto videogame dai contenuti violenti – come piattaforma di promozione territoriale e come questa scelta si concili con la nuova iniziativa di “game tourism” annunciata dal Presidente.
«La Regione – spiega Moretuzzo – ha affidato un incarico per promuovere il marchio FVG tramite Fortnite, prevedendo la creazione di una mappa personalizzata ispirata al territorio, una skin dedicata, un torneo online tra settembre e ottobre 2025 con finale alla Milan Games Week di novembre, un corner 3x2 con visore VR per l’esplorazione virtuale del Friuli-Venezia Giulia, oltre ad attività di branding, contenuti social e coinvolgimento di talent. L’iniziativa viene presentata come un’azione innovativa rivolta a un pubblico giovane e internazionale, ma Fortnite si basa su dinamiche di combattimento, seppur stilizzate, che sollevano criticità legate alla violenza percepita e, di conseguenza, all’opportunità di associare un ente pubblico a tali contenuti. Criticità che, a giudicare dall’intervento in aula, per l’assessore Bini sembrano irrilevanti».
«Secondo i dati della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, in Italia circa 480 mila adolescenti sono a rischio di sviluppare disturbi legati all’uso dei videogiochi online. Possiamo davvero ignorare questo problema pur di ottenere un ritorno promozionale? È evidente che non possiamo sottovalutare le criticità legate alla violenza percepita nel gioco e la necessità di garantire coerenza tra immagine istituzionale e strumenti utilizzati. Coerenza che la Giunta Fedriga dimostra di non avere: lo stesso Programma triennale del Fondo dipendenze 2025–2027 del Friuli-Venezia Giulia, per il quale l’assessore Riccardi ha stanziato risorse significative, cita esplicitamente il problema dei disturbi legati alla dipendenza da videogiochi online».
