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Porto Vecchio. Massolino: «Le criticità evidenziate dalle associazioni ambientaliste impongono un approfondimento rispetto alla Valutazione di Impatto Ambientale. Il futuro dell’area, e della città tutta, non può essere deciso frettolosamente»

30 Giugno 2026

«Le osservazioni presentate ieri [lunedì 29 giugno] da Legambiente, Triestebella e WWF FVG confermano perplessità e preoccupazioni che da tempo evidenziamo: il progetto COSTIM presenta criticità che non possono essere liquidate con una semplice procedura di screening. Il Porto Vecchio è uno dei luoghi più strategici e delicati della nostra città e merita una Valutazione di Impatto Ambientale completa, trasparente e partecipata. Il Porto Vecchio è la madre di tutte le partite per Trieste: se questa trasformazione viene sbagliata, non ci sarà una seconda occasione per rimediare». Lo afferma Giulia Massolino, consigliera regionale del Patto per l'Autonomia – Civica FVG, esprimendo sostegno alle richieste avanzate dalle associazioni ambientaliste in vista della riunione della Commissione VIA regionale che si terrà mercoledì 1° luglio 2026.

 

«Non stiamo parlando di un intervento qualsiasi, ma della trasformazione di un'area chiave, un’area immensa e immersa nel cuore della città, che rappresenta un patrimonio storico e paesaggistico unico, e che apre opportunità che sarebbero il sogno di ogni urbanista - prosegue Massolino -. Proprio per questo appare incomprensibile che l'analisi riguardi soltanto una parte limitata del comprensorio, senza valutare gli effetti cumulativi degli interventi già realizzati o previsti sull'intero Porto Vecchio. È esattamente il contrario dell'approccio integrato che dovrebbe guidare una pianificazione lungimirante. Lungimiranza totalmente assente relativamente a quanto è stato finora fatto sul tema della mobilità, come abbiamo più volte denunciato. Pensare il Porto Vecchio, l’unica area di Trieste dove le macchine non erano mai entrate, come uno spazio attraversato da un’autostrada a quattro corsie, ripropone modelli urbanistici totalmente anacronistici. Trieste ha l'occasione di costruire un quartiere contemporaneo, orientato alla mobilità sostenibile, agli spazi pubblici di qualità e alla valorizzazione del patrimonio storico, non un'operazione immobiliare costruita attorno alle automobili».

 

«Ci auguriamo – conclude la consigliera – che la Commissione VIA scelga la strada della responsabilità, disponendo una Valutazione di Impatto Ambientale completa sull'intero ambito del Porto Vecchio. Non sarebbe un rallentamento del progetto, ma una garanzia di qualità, trasparenza e legalità. Decisioni che segneranno il volto di Trieste per i prossimi decenni non possono essere assunte senza un'analisi approfondita e senza un vero confronto pubblico con la città. Il Porto Vecchio appartiene alla nostra comunità ed è un nodo cruciale per il futuro di Trieste: non può essere ridotto a una semplice operazione di speculazione immobiliare».