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Confini Province. Moretuzzo: «Necessario ripensare il modello di area vasta. Tutte le proposte bocciate senza dibattito»

01 Luglio 2026

«Il disegno di legge poteva essere l’occasione per ripensare il modello di area vasta della nostra regione. Ancora una volta, però, la maggioranza ha scelto di chiudere al confronto, confermando una posizione che evita il dibattito e l’apertura a proposte alternative. Una scelta che ignora istanze e richieste dei territori e che rischia di riproporre schemi ormai superati, inutili se non addirittura dannosi». È quanto dichiara il capogruppo del Patto per l’Autonomia-Civica FVG, Massimo Moretuzzo, a margine del dibattito sul disegno di legge 86, che prevede l’istituzione delle Province di Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine.

Moretuzzo ha presentato diversi emendamenti all’articolo 18, dedicato alla riperimetrazione dei confini provinciali, avanzando proposte articolate e anche attingendo a idee provenienti dal centrodestra. «Tra le ipotesi avanzate figura la creazione di due Province autonome – Friuli e Trieste – riprendendo la proposta referendaria dell’allora sindaco di Rivignano Teor Mario Anzil, oggi vicepresidente della Regione, che evidentemente ha cambiato idea».

Un altro intervento riguarda la montagna friulana, area che sta attraversando trasformazioni economiche, sociali e culturali profonde. «Parliamo di territori accomunati da problematiche simili, che richiedono un’azione istituzionale rapida e quanto più vicina possibile alle comunità locali. Per questo abbiamo indicato la possibilità di istituire una Provincia della montagna con capoluogo Ampezzo, riconoscendone anche il ruolo storico nella Repubblica partigiana della Carnia. Una soluzione che darebbe coerenza amministrativa a un’area omogenea, evitando di ripristinare confini ormai privi di senso tra Udine e Pordenone».

Moretuzzo richiama inoltre la proposta di rimodulare le circoscrizioni provinciali di Gorizia e Udine, prevedendo il passaggio di alcuni Comuni della Bassa pianura friulana alla Provincia di Gorizia, insieme all’istituzione della Città metropolitana di Trieste, coerente con le funzioni e il ruolo urbano del capoluogo. «Naturalmente – precisa – devono essere i territori a scegliere: la consultazione delle popolazioni interessate è una condizione imprescindibile per l’istituzione delle Province».

«Nessuna di queste proposte è stata nemmeno dibattuta dalla maggioranza, né è stata considerata la necessità di ripensare i confini delle vecchie Province – conclude l’esponente autonomista –. È l’ennesima conferma di come questa norma non sia orientata a dotare il Friuli-Venezia Giulia degli strumenti istituzionali necessari per affrontare le sfide presenti e future, ma risponda piuttosto a un’esigenza propagandistica e semplificatoria».