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Presidio Meglio Legale per l'udienza della maestra di Udine. Massolino: «Il "Codice della strage" di Salvini colpisce le persone sbagliate senza rendere le strade più sicure»

06 Luglio 2026

«Ho voluto essere presente al presidio di Meglio Legale perché la sicurezza stradale è un tema che richiede serietà, dati e politiche efficaci, non capri espiatori e finte soluzioni. In questi anni mi sono più volte espressa contro il disegno di legge voluto dal ministro Salvini, che le associazioni definiscono il "Codice della strage", proprio perché non interviene sulle cause reali della violenza sulle nostre strade e criminalizza invece comportamenti, come l'assunzione di cannabinoidi nei giorni precedenti, che nulla hanno a che vedere con la lucidità alla guida. L'assoluzione odierna, motivata con la non sussistenza del fatto, dimostra ancora una volta che queste misure sono strumentali, solo fumo negli occhi per nascondere l’incapacità di affrontare realmente il problema». Così dichiara Giulia Massolino, consigliera regionale del Patto per l'Autonomia - Civica FVG a margine del presidio organizzato davanti al Tribunale di Udine dall'associazione Medio Legale in occasione della prima udienza del processo a Elena Tuniz, maestra friulana che rischiava fino a due anni di reclusione per una dubbia positività alla THC rilevata a seguito di uno scontro per un malore. 

«Ho voluto essere presente per esprimere solidarietà a una cittadina che rischiava di pagare un prezzo altissimo per una normativa ingiusta e insensata - spiega Massolino -. Nessuno giustifica chi guida sotto l'effetto di sostanze, ma punirne l'eventuale assunzione, perfino passiva, a giorni di distanza è ingiustificabile. È evidente che il nuovo codice della strada voluto da Salvini è pura propaganda securitaria, le politiche che veramente salvano vite sono altre: infrastrutture di moderazione della velocità, tutela dell'utenza vulnerabile, trasporto pubblico efficiente e controlli mirati sui comportamenti realmente pericolosi. Il caso di Elena Tuniz dimostra invece come questa riforma rischi di colpire persone che non rappresentano un pericolo per la sicurezza stradale, producendo conseguenze gravissime sul piano personale, lavorativo e giudiziario. È una deriva che avevamo denunciato fin dall'avvio dell'iter della legge».

«La strage sulle nostre strade è troppo grave: la sicurezza stradale non può essere terreno di propaganda - conclude Massolino -. Mentre continuano a verificarsi scontri con morti e feriti, il Governo preferisce inseguire misure ideologiche nei fatti inapplicabili anziché intervenire sui fattori che determinano davvero la violenza sulle nostre strade. Continuerò a contrastare questa impostazione al fianco delle associazioni per la sicurezza stradale, e a sostenere chi si batte per una normativa più giusta, fondata su evidenze scientifiche, proporzionalità e tutela dei diritti delle persone. Serve urgentemente un cambio di paradigma».

 


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