Conferenza Italia-Israele. Massolino: «Sbagliato ospitare un evento che ignora il genocidio a Gaza»
«Mentre la comunità internazionale condanna il genocidio a Gaza, sulle cui gravissime violazioni del diritto internazionale sono aperti procedimenti davanti alla Corte internazionale di giustizia e alla Corte penale internazionale, la Regione Friuli-Venezia Giulia sceglie di offrire la propria sede istituzionale a un'iniziativa che tenta di ignorare il conflitto in corso, normalizzando e nei fatti avallando una situazione geopolitica intollerabile». Così Giulia Massolino, consigliera regionale del Patto per l'Autonomia – Civica FVG, a margine del volantinaggio, a cui ha preso parte, organizzato per denunciare l'iniziativa "L'Italia e Israele l'una nello sguardo dell'altra", ospitata oggi nel Palazzo della Regione a Trieste.
«La questione non è l’organizzazione di un confronto su Israele di per sé, quanto ospitarlo nel cuore delle istituzioni regionali senza alcuno spazio per le voci palestinesi, per il diritto internazionale, per chi da mesi denuncia il genocidio e la catastrofe umanitaria in corso a Gaza, chiedendo rispetto dei diritti umani e pace, in contraddizione con le dichiarazioni delPresidente Fedriga stesso: “è giusto ascoltare tutte le voci altrimenti rischiamo soltanto di fare propaganda e non, invece, di mettere a disposizione almeno una piattaforma su cui i cittadini possano fare i loro ragionamenti”. Ppurtroppo non si tratta di un episodio isolato: negli ultimi mesi la Regione è stata teatro di azioni che hanno marginalizzato o delegittimato qualunque voce critica nei confronti delle responsabilità del Governo israeliano, come dimostra anche il tentativo – poi fermato dal TAR – di revocare il contributo alla Fondazione Luchetta dopo il conferimento del premio speciale a Francesca Albanese. Le istituzioni hanno il dovere di favorire il dialogo, non di trasformarsi nella sede di eventi che, in un momento così drammatico, finiscono per rimuovere completamente le sofferenze del popolo palestinese. Ospitare due ministri israeliani, il consigliere di Netanyahu e l’ambasciatore israeliano, sia pure in collegamento, senza alcun contraddittorio e senza alcun riferimento alla devastazione di Gaza, significa compiere una precisa scelta politica. Iniziative di questo tipo contribuiscono ad alimentare un clima di tensione e conflittualità sociale che rischia di dare spazio anche a gesti e parole violente da parte di singole persone: episodi sempre sbagliati, non condivisibili e in ogni caso ingiustificabili.»
«Trieste e il Friuli-Venezia Giulia hanno una storia fatta di confini, convivenza e dialogo - concludono i consiglieri -. Proprio per questo dovrebbero essere luoghi capaci di promuovere il confronto tra punti di vista diversi e il rispetto del diritto internazionale, non palcoscenici che contribuiscono ad alimentare una narrazione parziale di una delle più gravi crisi umanitarie del nostro tempo. Noi al contrario abbiamo sempre portato avanti iniziative volte alla costruzione di pace, fuori e dentro le istituzioni, e continueremo a farlo nonostante le bocciature.»
