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Superamento livelli di ozono. Massolino: «Si introducano limiti a traffico e crociere». Slavich: «Ormai è un problema ricorrente, serve un monitoraggio capillare» 

17 Giugno 2026

«Ci dispiace essere costretti a tornare sul tema a esattamente 364 giorni di distanza dall’episodio del 2025 - dichiara Giulia Massolino, consigliera regionale del Patto per l'Autonomia - Civica FVG relativamente al comunicato del Comune di Trieste che avvisa del superamento della soglia di attenzione di ozono atmosferico da lunedì 15 a venerdì 19 giugno, secondo le analisi dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente del Friuli-Venezia Giulia ARPA -. Esattamente come l’anno scorso, si dà la colpa alle condizioni meteo senza alcun accenno al fatto che si tratti di un inquinante secondario prodotto in presenza di inquinanti primari, cioè traffico o industrie. Perché non si è assunto un provvedimento temporaneo come una limitazione del traffico o il divieto di attracco delle crociere per tutelare la salute delle persone, anziché scaricare la responsabilità sulle fasce più fragili suggerendo loro di difendersi limitando l'esposizione? Mentre a parole l’Assessore Scoccimarro dichiara che è d’accordo sul fatto che le crociere non dovrebbero attraccare in pieno centro, nei fatti si continua a lasciare che questo accada, non curanti dei rischi sanitari per la popolazione residente, consentendo addirittura tre attracchi nella sola giornata di mercoledì 19, e a tre anni dalla legge FVGreen nulla è stato messo in pratica per anticipare gli obiettivi del Green Deal come dichiarato. Anche quest’anno, la comunicazione delle conseguenze sulla salute dell'esposizione a questo inquinante viene demandata a un documento ASUGI risalente al 2013 scaricabile dal sito (ma non ripreso dalla stampa), e non viene indicato alcun contatto delle autorità sanitarie a cui rivolgersi per dubbi o informazioni. Insomma, la violazione di qualunque principio e buona pratica di comunicazione del rischio. Riteniamo che ARPA e ASUGI debbano collaborare con il Comune di Trieste nella gestione dei rischi sanitari, garantendo una tempestiva, corretta ed esaustiva comunicazione delle cause e delle conseguenze, oltre che concordando misure urgenti ed efficaci atte a limitare sia in via emergenziale che nel lungo termine le emissioni di inquinanti».

«Non si può più parlare di emergenza, è ormai problema ricorrente d'estate che, in aggiunta alle ondate di calore, mette a rischio contemporaneamente sia la salute della popolazione più vulnerabile che la tenuta, già precaria, del sistema sanitario - dichiara Marco Slavich, coordinatore dell’Assemblea ambiente di Adesso Trieste -. È indispensabile installare una rete di monitoraggio capillare per analizzare in quali zone si registrino le maggiori concentrazioni. Al contempo va ridotto il traffico automobilistico privato, promuovendo la mobilità pedonale, ciclistica e il trasporto pubblico che va elettrificato totalmente quanto prima possibile. In estate, fortunatamente, almeno non ci si trova ad affrontare anche il problema dei sistemi di riscaldamento, altra fonte significativa di inquinamento atmosferico».

 


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