Ripristino della natura, Massolino: «La Regione non perda l'occasione di presentare progetti per gli ecosistemi urbani entro la nuova scadenza del 24 giugno»
«Il Friuli-Venezia Giulia dovrebbe cogliere appieno le opportunità del Piano nazionale di ripristino previsto dal Regolamento europeo Nature Restoration Law, a maggior ragione in questa fase di esame della nuova Legge urbanistica. La proroga della scadenza per la presentazione di osservazioni e proposte al 24 giugno offre alla Regione un'ulteriore possibilità per contribuire concretamente alla costruzione del Piano e per candidare progetti utili al nostro territorio, specialmente per quanto riguarda gli ecosistemi urbani, misura per la quale al momento non risultano invece proposte stando all’aggiornamento del 15 giugno». Così Giulia Massolino, consigliera regionale del Patto per l'Autonomia-Civica FVG, richiama quanto emerge dalla bozza del Piano nazionale di ripristino.
«Nella documentazione predisposta dal Ministero dell'Ambiente si legge che sono già stati allocati oltre 82 milioni di euro, nell'ambito dell'Accordo per la Coesione MASE-FSC 2021-2027 sottoscritto il 31 ottobre 2025, per la linea di azione dedicata all'attuazione del Piano nazionale di ripristino - prosegue Massolino -. Per definire questa linea di intervento il Ministero ha già chiesto alle Regioni di presentare progetti di ripristino, raccogliendone finora 83. Chiediamo quindi alla Giunta regionale di chiarire quali osservazioni e proposte intenda presentare al Piano nazionale, se abbia già candidato progetti nell'ambito della linea finanziata dall'Accordo per la Coesione e quali ulteriori proposte intenda avanzare entro la nuova scadenza del 24 giugno. Dall’ultimo aggiornamento degli allegati di piano, infatti, non risulta alcuna proposta per gli ecosistemi urbani. Tanto più mentre stiamo ascoltando l’illustrazione della Legge urbanistica e del Piano di Governo del Territorio, strumenti che il regolamento europeo stesso impone obbligatoriamente di adeguare, sarebbe un grave errore perdere questa opportunità o limitarsi a un ruolo passivo proprio quando a livello nazionale si stanno definendo priorità e risorse che avranno effetti concreti sul territorio nei prossimi anni. Per una regione particolarmente esposta agli effetti della crisi climatica e della perdita di biodiversità, il Piano rappresenta un'occasione importante per finanziare interventi di rinaturalizzazione dei corsi d'acqua, ripristino degli ecosistemi degradati, tutela delle zone umide e delle aree costiere, recupero di habitat naturali e rafforzamento della resilienza del territorio rispetto a eventi estremi sempre più frequenti».
«In una città densa ed urbanizzata come Trieste - aggiunge Riccardo Laterza, Capogruppo di Adesso Trieste in Consiglio Comunale - ridare spazio alla natura è indispensabile per adattarsi agli effetti dei cambiamenti climatici, aumentare la biodiversità e tutelare la salute delle e dei residenti. Non bisogna perdere l’occasione unica della redazione del Piano Nazionale di Ripristino per presentare dei progetti riguardanti anche la nostra città, che potranno poi beneficiare di linee di finanziamento per la loro effettiva realizzazione. Gli interventi possono spaziare dalla depavimentazione alla realizzazione di tetti e coperture verdi, dalla rinaturalizzazione di parchi e giardini al ripristino di habitat in pericolo come quelli degli stagni carsici. Inoltre, nella prospettiva del ridisegno della linea di costa sulla riviera di Barcola il PNR può essere l’occasione per garantire interventi sensibili alla necessità di ripristinare gli ecosistemi marini, progettando soluzioni basate sulla natura e favorendo il ripopolamento degli organismi marini più in difficoltà».
«La sfida del ripristino della natura non è un vincolo imposto dall'Europa, ma un investimento sulla sicurezza ambientale, sulla qualità della vita e sulla capacità dei territori di affrontare le conseguenze della crisi climatica. Dobbiamo essere protagonisti di questo percorso, non spettatori», concludono Massolino e Laterza.
