Mediocredito FVG: sfortuna, incompetenza o "manita"?
La magistratura ha in questi giorni annunciato l’apertura di una inchiesta su molte operazioni (150) effettuate da Mediocredito FVG, particolarmente negli anni iniziali della grande crisi. In altre parole Mediocredito ha dato molti soldi a imprese che non li hanno restituiti. Pare soprattutto venete. I giornali si diffondono in particolari ma non danno le cifre complessive. Nella realtà si tratta di circa 300 milioni di euro di crediti deteriorati.
Questi crediti sono stati da poco “venduti” per circa il 15-20% del loro valore a società specializzate nel recupero dei crediti stessi. Il business di queste società è riuscire a recuperarli con “maniere legalmente forti”: in genere arrivano al 30-40% del valore grazie alla caccia dei beni di chi ha firmato le fidejussioni o da vendite di pezzi di impresa magari ancora appetibili, etc. La partita è quindi della dimensione di circa 90-120 milioni di euro. Così è il mercato. Non è certo possibile alcuna “pietà” per risvolti sociali.
La domanda spontanea è: le perdite di Mediocredito sono dovuta alla ineluttabilità della crisi che ha colpito il “nord-est” dopo il 2008, alla poca capacità degli istruttori nel valutare realmente le pratiche, o magari ad una leggerezza “guidata” nell’assumersi dei rischi che altri istituti di credito non volevano tra i piedi? Non sarà facile alla magistratura fare luce su questo aspetto e probabilmente dovrà limitarsi più alle vicende procedurali che a quelle sostanziali.
Ma il tema politico della “distruzione” del quasi unico strumento regionale di intervento sul sistema produttivo pesa come un macigno.