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Patto per l'Autonomia | Pat pe Autonomie | Pakt za Avtonomijo | Pakt für die Autonomie

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Un motto efficace per l'autonomismo 4.0

05 Ottobre 2017

Mattia Pertoldi ha tentato oggi sul MV una operazione difficilissima. Descrivere un possibile percorso di unificazione dell’autonomismo friulano verso le elezioni regionali. Ed anche, in linea di massima, valutarne le possibilità di successo. Mi pare di poter dire che si è trattato di un lavoro più che dignitoso. Sono sfuggiti alcuni rivoli carsici, come ad es. Un Friûl Diferent che appoggiò la candidatura Serracchiani nel 2013, il MAF (Movimento Autonomista Friulano) che invece sempre nel 2013 appoggiò Tondo in Regione e Fontanini alle provinciali, e alcune importanti iniziative associative di carattere autonomista e friulanista molto attive anche su un piano di cultura politica come il “Comitât pe Autonomie e pal Rilanç dal Friûl” e Identità e Innovazione (fondate rispettivamente da Arnaldo Baraccetti e Marzio Strassoldo ed ancora ben attive). Il giornalismo quotidiano non è saggistica e quindi il lavoro di Pertoldi diventa utile anche ai lettori non frettolosi che non si accontentano del titolo. Probabilmente siamo di fronte ad un possibile momento di svolta del ruolo politico dell’autonomismo friulano la cui vivacità viene resa sempre più evidente nell’ambito della crisi “identitaria” e propositiva che colpisce le forze del sistema politico italiano. Così come non sono estranei a questo rinnovato interesse per punti di vista territoriali le agitazioni che colpiscono anche i consolidati stati nazione europei sempre più destrutturati dalla globalizzazione economica e finanziaria. Dalla Catalogna e Scozia al Veneto, tanto per intenderci. Ma proprio questo quadro di riferimento nuovo impone alle soggettività del territorio, nelle variegate realtà del Friuli così come a Trieste, di “ripensare” il proprio autonomismo calandolo in questo momento storico e nella dinamica dei conflitti sociali ed istituzionali che lo contraddistinguono. Vetero nazionalismi italici così come centralizzazioni del potere spacciate per efficienze sono l’obiettivo principale da sconfiggere. Ricostruire la Regione F-VG dando respiro alla complessità delle relazioni tra le sue varie componenti guardando dal proprio campanile quello che succede nel mondo ed intervenirvi è una operazione tutta proiettata verso il futuro di cui si vuole essere protagonisti e non “sotans”. Penso che questo sia il nocciolo principale del messaggio lanciato da S. Cecotti nella sua disponibilità a “servire” un progetto politico. E credo sia questo il senso del rapporto tra soggetti autonomisti di diversa origine e in parte ancora in fieri nel loro cammino verso una presenza elettorale ( Patrie Furlane, Manovali per l’Autonomia e Patto per l’Autonomia) ad accogliere il messaggio di Cecotti per la costruzione di una organizzazione funzionale ad esprimere forza di rappresentanza. Mattia Pertoldi suggerisce un motto per questo percorso con riferimento al Sud Africa ai tempi di Giorgio V di Inghilterra: “ex unitate vires”, la forza (deriva) dall’unità. Molti in Friuli ragionano in maniera più semplice e vorrebbero rifarsi al messaggio costitutivo degli USA “e pluribus unum”, da molti uno soltanto. A me è venuto in mente un ricordo giovanile, oggetto di una domanda all’esame di maturità. La scritta che intitola la biblioteca di M. Leopardi a Recanati: “ex viribus unum”, dalle forze l’unità. L’unità non è un puro processo meccanico ma il risultato della conoscenza, del dibattito e dell’approfondimento. E non rappresenta la scomparsa delle differenze e dei punti di vista ma la loro capacità di confronto e di trovare la soluzione di problemi complessi: tradotto in maniera semplice, l’unità deve venire da un modo serio e rispettoso di fare politica.

Giorgio Cavallo - 4 ottobre 2017


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