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Ovovia, Massolino: «Se ce lo assicura Salvini stiamo tranquilli: l’ovovia sarà come il ponte sullo stretto di Messina, non si farà mai»

04 Dicembre 2024

«Sempre più vera la visione di Marx secondo cui la storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa. Sull’ovovia - dopo aver cercato di evitare la tragedia - oggi è andata in scena la farsa.

Il sindaco di Trieste, evidentemente sempre più isolato sul territorio, cerca sponde a Roma e fa arrivare direttamente il vicepremier leghista ad assicurare che l’ovovia si farà. Se lo assicura Salvini, la cittadinanza potrà tirare un sospiro di sollievo: l’ovovia sarà l’ennesima promessa del ministro che resterà incompiuta».

 

Così Giulia Massolino, consigliera regionale del Patto per l’Autonomia commenta le parole del ministro Salvini questa mattina a Trieste.

 

«Dovrebbero quindi essere tutti i cittadini italiani, secondo la strana coppia Dipiazza-Salvini, a pagare quest’opera, giudicata negativamente anche dall’Europa, che ha infatti negato i fondi Pnrr a causa dell’impatto ambientale e perché non risolverebbe i problemi di viabilità? Evidentemente al Comune di Trieste oggi si sentono meno autonomisti che in passato e hanno bisogno di un ministro da Roma per risolvere la loro incapacità progettuale o avallare la loro visione retrograda e stantia del futuro della città. Un ministro che viene a promettere i soldi che il Comune ha colpevolmente perso al fine di calare un’opera inutile sulla testa della cittadinanza, che è fortemente contraria, come dimostrato in questi tre anni di manifestazioni, raccolte firme e azioni di opposizione. Bastano già Comune e Regione ad abbattere i nostri alberi, come quelli della Pineta di Cattinara, ora arrivano anche dalla Capitale a devastarci il territorio». 

 

«Non c’è da scoraggiarsi - conclude Massolino -: finché non c’è una riga a bilancio gli annunci non valgono nulla, siamo ancora in attesa delle sentenze del TAR e del parere in merito all’impatto paesaggistico su Porto Vecchio. A tal proposito, le battute del duo decisamente poco comico in merito alla Soprintendenza risultano una grave intromissione rispetto la sua indipendenza nell’esprimere il giudizio sull’opera. Sindaco e ministro dovrebbero porgere delle scuse, non solo alla Soprintendenza ma anche ai territori e ai beni pubblici, storici e architettonici, che questo organismo tutela».


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