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Murale Zanier. Garlatti-Costa: «Da scena di conflitto, facciamolo diventare un luogo di incontro tra culture»

07 Gennaio 2026

«Intervengo sulla questione della poesia di Leo Zanier, comparsa non nell’originale friulano, ma in traduzione italiana in un murale realizzato da TimeForAfrica e altre associazioni all'interno del bando che il Comune di Udine ha dedicato alle iniziative culturali del periodo natalizio. Apprezzo da sempre il lavoro sul territorio di TimeForAfrica, ma mi sorprende la decisione di utilizzare in questo progetto, al posto del carnico di Zanier, una meno espressiva traduzione italiana pensando di essere più inclusivi – commenta Stefania Garlatti-Costa, consigliera comunale delegata a identità friulana e plurilinguismo, e componente del direttivo del Patto per l’Autonomia –. Il friulano non esclude, ma radica, fa comprendere anche i nuovi friulani in un collettivo “noi”. Perché cancellare ciò che ci caratterizza offrendo a chi decide di stabilirsi qui una più povera versione del Friuli e dei friulani?».

«L’azione del Comune nella nostra amministrazione va direttamente nella direzione opposta, di favorire l’esposizione alla lingua friulana di tutti, perché anche questa lingua, e la cultura che esprime, vadano a comporre un pezzo dell’identità di ognuno. Ed in effetti, quando assisto a progetti di friulano con le scuole, i più entusiasti – da ex emigrante la cosa non mi sorprende – sono spesso bambini con background migratorio: mi dà grande speranza per il futuro del friulano. Purtroppo – continua Garlatti-Costa –, pensando di rispettare i diritti di alcuni, si calpestano i diritti di altri, con tutte le più buone intenzioni. Il risultato è esclusione, rivendicazione, potenzialità di conflitto dove non ce n'era bisogno».

«Ieri qualcuno ha reintegrato nel murale la poesia originale, in vernice rossa. La scritta non copre, ma si affianca alla traduzione italiana. A questo punto, credo si possa ribaltare questa scena di conflitto in una scena di incontro. Lasciamo il murale com’è, credo che a Zanier non sarebbe dispiaciuto: con la scritta rossa a simboleggiare il diritto costituzionale dei friulani di parlare la propria lingua e il diritto di Zanier di essere letto nella lingua in cui pervicacemente e con coscienza politica ha scelto di esprimersi. Facciamone però un luogo di incontro, di divertimento, di ragionamento sul significato e le condizioni del migrare, come sempre Zanier ha fatto nella sua vita e nel suo lavoro di poeta. Organizziamo lì un evento dedicato a Leo, insieme a TimeForAfrica, le associazioni degli immigrati e quelle che si occupano di friulano. Ducj insieme, all together, جميعًا معًا, tutti insieme, ognuno con le nostre differenze che vanno a comporre l’unicum complesso che ci caratterizza tutti».


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