I sindaci del Patto per l’Autonomia: noi stiamo con le Bcc
“Letto sui quotidiani locali il giudizio preoccupato del presidente della Federazione regionale delle Banche di Credito Cooperativo Giuseppe Graffi Brunoro sulla riforma che il Governo ha licenziato in Consiglio dei Ministri, non possiamo che riaffermare una sola cosa: noi stiamo con le Bcc, senza se e senza ma”.
A latere della presentazione odierna del libro di Giorgio Cavallo “Ripensare la nazione”, il coordinatore Massimo Moretuzzo e il sindaco di Bicinicco Giovanni Battista Bossi hanno voluto manifestare il sostegno del Patto per l’Autonomia agli istituti di credito “che hanno un ruolo imprescindibile per l’economia ma anche per il tessuto sociale della nostra regione, se sia pensa che sono una trentina i Comuni del Friuli Venezia Giulia dove l’unico sportello bancario a disposizione dei cittadini è quello del Credito Cooperativo”.
Se a questo si aggiunge che “nel periodo più duro della crisi – ricorda Moretuzzo – per le nostre imprese le Bcc sono state una colonna portante che non ha mai ceduto e ha dato sostegni mirati anche nei momenti peggiori della stretta creditizia”, si comprende la forte spinta dei sindaci a chiedere con forza una rivisitazione del Decreto.
“Il Parlamento dovrà modificare per forza – sostiene Bossi - l’assetto di un provvedimento che rischia, oggi, di travolgere l’intero sistema del credito cooperativo, potenzialmente soggetto a fusioni speculative che rischiano di cancellare le caratteristiche proprie che da 130 anni caratterizzano il sistema del Credito Cooperativo: la mutualità e l’autonomia, che unite alla gestione partecipata e al sostegno al sociale da sempre rendono questi istituti fondamentali per le nostre comunità, dove ogni ipotesi di creare modelli di sviluppo alternativi passa attraverso un sistema bancario a misura di territorio”.
Bossi ricorda: “siamo stati gli unici nell’intero quadro politico regionale a portare all’attenzione dell’opinione pubblica il rischio che una riforma calata dal Centro avrebbe avuto sull’intero sistema del credito cooperativo”.
E mentre continua a stupirsi del “silenzio pressoché totale delle forze politiche della regione”, ribadisce: “L’Autonomia della regione F-VG dovrebbe passare anche per la potestà legislativa e amministrativa in materia di credito cooperativo. Questo, almeno, è quanto pensavano gli estensori dello Statuto regionale quando scrissero l’art. 5 dello Statuto, sancendo la potestà legislativa della Regione F-Vg in materia di ordinamento delle Casse rurali”. Eppure oggi “la musica è totalmente cambiata. Se la riforma vedrà la luce così come proposta, il sistema del Credito Cooperativo verrà indebolito e in ogni caso profondamente snaturato. Per questo noi e i nostri cittadini stiamo con le Bcc”.
A latere della presentazione odierna del libro di Giorgio Cavallo “Ripensare la nazione”, il coordinatore Massimo Moretuzzo e il sindaco di Bicinicco Giovanni Battista Bossi hanno voluto manifestare il sostegno del Patto per l’Autonomia agli istituti di credito “che hanno un ruolo imprescindibile per l’economia ma anche per il tessuto sociale della nostra regione, se sia pensa che sono una trentina i Comuni del Friuli Venezia Giulia dove l’unico sportello bancario a disposizione dei cittadini è quello del Credito Cooperativo”.
Se a questo si aggiunge che “nel periodo più duro della crisi – ricorda Moretuzzo – per le nostre imprese le Bcc sono state una colonna portante che non ha mai ceduto e ha dato sostegni mirati anche nei momenti peggiori della stretta creditizia”, si comprende la forte spinta dei sindaci a chiedere con forza una rivisitazione del Decreto.
“Il Parlamento dovrà modificare per forza – sostiene Bossi - l’assetto di un provvedimento che rischia, oggi, di travolgere l’intero sistema del credito cooperativo, potenzialmente soggetto a fusioni speculative che rischiano di cancellare le caratteristiche proprie che da 130 anni caratterizzano il sistema del Credito Cooperativo: la mutualità e l’autonomia, che unite alla gestione partecipata e al sostegno al sociale da sempre rendono questi istituti fondamentali per le nostre comunità, dove ogni ipotesi di creare modelli di sviluppo alternativi passa attraverso un sistema bancario a misura di territorio”.
Bossi ricorda: “siamo stati gli unici nell’intero quadro politico regionale a portare all’attenzione dell’opinione pubblica il rischio che una riforma calata dal Centro avrebbe avuto sull’intero sistema del credito cooperativo”.
E mentre continua a stupirsi del “silenzio pressoché totale delle forze politiche della regione”, ribadisce: “L’Autonomia della regione F-VG dovrebbe passare anche per la potestà legislativa e amministrativa in materia di credito cooperativo. Questo, almeno, è quanto pensavano gli estensori dello Statuto regionale quando scrissero l’art. 5 dello Statuto, sancendo la potestà legislativa della Regione F-Vg in materia di ordinamento delle Casse rurali”. Eppure oggi “la musica è totalmente cambiata. Se la riforma vedrà la luce così come proposta, il sistema del Credito Cooperativo verrà indebolito e in ogni caso profondamente snaturato. Per questo noi e i nostri cittadini stiamo con le Bcc”.
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