Passo Monte Croce Carnico. Moretuzzo: «Variante di valico unica ipotesi reale. A perpetuare l’isolamento della Valle del But è chi insiste sul tunnel, irrealizzabile nelle condizioni attuali»
«Il vero partito del no è fatto da chi continua a promettere opere irrealizzabili, ignorando la contrarietà delle istituzioni austriache e l’assenza totale di finanziamenti». Lo afferma il capogruppo del Patto per l’Autonomia – Civica FVG, Massimo Moretuzzo, intervenendo con un’operazione verità sul tema della viabilità del Passo di Monte Croce Carnico, tema al centro di una interrogazione che sarà presto all’esame del Consiglio regionale.
Moretuzzo chiarisce subito il punto: «Sul Passo di Monte Croce Carnico l’unica soluzione davvero realizzabile è la variante di valico. Non abbiamo pregiudizi verso altre ipotesi, ma è indispensabile affrontare con urgenza una questione che non può più essere rinviata. Basta cortine fumogene: va detta la verità».
Una verità che parte dai dati tecnici. Lo studio di fattibilità presentato il 13 novembre, alla presenza dell’assessora regionale Amirante e del vicepresidente della Carinzia Gruber, indicava la variante di valico come soluzione preferibile rispetto alle altre opzioni. «Questo elemento – sottolinea Moretuzzo – viene sistematicamente ignorato da chi continua a evocare il tunnel come se fosse un’opera a portata di mano».
La realtà, invece, è un’altra. «Non ci sono segnali da parte dei governi statali a firmare un trattato internazionale né a stanziare oltre 530 milioni di euro per un tunnel in quota», afferma Moretuzzo.
Una posizione confermata anche oltre confine: l’assessore alle Infrastrutture del Tirolo, Zumtobel, ha recentemente escluso la costruzione di gallerie al Passo di Plöcken, rispondendo a un articolo pro‑tunnel pubblicato da “Kleine Zeitung”. «Un segnale chiarissimo – osserva Moretuzzo – che smentisce chi continua a vendere illusioni».
Resta poi il nodo dei costi reali: «In un’area con forti criticità idrogeologiche i costi di un tunnel lieviterebbero in modo esponenziale. E oggi non esistono né fondi europei – come ha verificato l’assessora Amirante a Bruxelles – né fondi statali».
Da qui la conclusione, netta: «Alla prossima frana sul Passo lo Stato abbandonerà la viabilità attuale, come ha detto il consigliere Mazzolini. Ma è paradossale che proprio chi come lui insiste sul tunnel, un’opera irrealizzabile nelle condizioni attuali, di fatto perpetui l’isolamento della Valle del But».