Disboscamento a Muggia, Massolino: «Seguiamo con grande apprensione quanto sta avvenendo. Presenteremo un'interrogazione per fare piena luce su autorizzazioni e responsabilità»
«Seguiamo con grande apprensione le notizie e le immagini che stanno emergendo dalla località Ligon, Bosco dell’Arciduca, nel territorio del Comune di Muggia, dove risulterebbero essere stati abbattuti centinaia di alberi in un'area di rilevante valore paesaggistico e ambientale - dichiara Giulia Massolino, consigliera regionale del Gruppo Patto per l’Autonomia - Civica FVG -. Le segnalazioni provenienti dalla cittadinanza, dai consiglieri comunali e dalle associazioni descrivono un intervento di dimensioni tali da suscitare forti preoccupazioni nella comunità locale. Se quanto riportato fosse confermato, ci troveremmo di fronte a una trasformazione significativa di un contesto naturale che rappresenta una parte importante del patrimonio ambientale e storico del territorio, ancora più grave considerando l’altissimo valore di consumo di suolo per il Comune di Muggia che secondo i dati ISPRA nel 2022 ha raggiunto il 33,80% su una media regionale dell’8% e una media italiana del 10%. Per questo motivo stiamo predisponendo un'interrogazione per comprendere con precisione che cosa sia avvenuto, quali autorizzazioni siano state rilasciate, quali valutazioni tecniche abbiano portato alle decisioni assunte e quali siano le responsabilità dei diversi soggetti coinvolti: di fronte a un intervento che sta suscitando sconcerto e indignazione riteniamo indispensabile garantire la massima trasparenza».
«Le associazioni stesse specificano di non essere di per sé contrarie all’insediamento di attività agricole rispettose dell’ambiente e del territorio, come sarebbe in linea con le storiche tradizioni agricole muggesane - specifica Massolino -. Tuttavia, dalle prime informazioni disponibili, l'intervento prevederebbe 800 mq di magazzino, residenza, negozio e ristorante, il che appare una forzatura rispetto al progetto di azienda agricola, tanto più in un’area tampone che per definizione deve proteggere le zone nucleo in cui ricade Punta Olmi dall'espansione dell'edificazione umana, e dovrebbe essere pertanto non edificabile. Prima ancora di discutere del merito dell'intervento di cui ancora non si conoscono i dettagli, però, è indispensabile fare piena luce sulle autorizzazioni rilasciate, compresa l'eventuale autorizzazione paesaggistica, che dovrà essere verificata con attenzione. Il territorio non può essere trasformato senza che siano pienamente comprensibili alla cittadinanza le ragioni delle scelte compiute e le responsabilità di chi le ha autorizzate».