DdL Province: Audizioni confermano dubbi su reintroduzione Province
«I rappresentanti auditi oggi in commissione hanno confermato molti dei dubbi che abbiamo sollevato su un tema assolutamente importante, che merita tutti gli approfondimenti del caso e che non può essere affrontato con la fretta che la maggioranza sta imponendo». Questo il commento del capogruppo di Patto per l’Autonomia-Civica FVG Massimo Moretuzzo a margine dell’audizione svoltasi oggi in V commissione consiliare in relazione al disegno di legge sulla reintroduzione delle Province.
Dubbi che riguardano, innanzitutto, la necessità di coinvolgere la popolazione attraverso un referendum consultivo nonché il rapporto con la normativa statale e il dettato costituzionale, rispetto al quale ci sono diversi aspetti che devono quantomeno essere chiariti.
«Molti degli auditi – prosegue Moretuzzo – hanno poi sottolineato come la reintroduzione delle vecchie Province, così come le abbiamo conosciute, rischia di essere un’occasione persa, alla luce dei profondi cambiamenti in atto nella società e nell’economia regionale. Un ragionamento complessivo sul sistema è quanto mai necessario, ma non può essere affrontato con queste modalità e soprattutto riproponendo un modello che appare ormai superato dai fatti».
Le Province, come ricordato in diversi interventi, sono uno strumento nato nel 1800 e tipico di un’impostazione istituzionale centralista, mentre il concetto di area vasta appartiene a una logica di decentramento, che potrebbe trovare una nuova applicazione attraverso un’analisi e un confronto serio e approfondito.
«Il confronto auspicato e richiesto da più parti – evidenzia il presidente del Gruppo –, ad oggi sembra essere escluso dalla Giunta regionale, visto che l’iter di approvazione del disegno di legge si dovrebbe concludere in meno di due settimane, approdando in Aula per l’iter di approvazione già entro la fine di giugno».
«In questo momento – conclude Moretuzzo – pare non esserci alcuno spazio per discutere del perimetro delle aree vaste, nessun ragionamento sulla rappresentanza dei territori montani, nessuna definizione di nuove competenze da inserire subito nelle funzioni di enti che non faranno nulla di ciò che oggi fanno gli enti di decentramento regionale».