Sistema Idrico Integrato. Patto per l’Autonomia - Civica FVG e Adesso Trieste forti di un nuovo parere legale: «La legge va rispettata, prima il piano d’ambito poi la scelta sul gestore»
Torna a scaldarsi il tema dell’affidamento del Sistema Idrico Integrato a Trieste. «Una questione di grande attualità e urgenza che non riguarda solo Trieste, ma il futuro della Regione». Così Massimo Moretuzzo, Presidente del Patto per l’Autonomia - Civica FVG, apre la conferenza stampa convocata dal Gruppo consiliare regionale insieme ad Adesso Trieste per fare il punto sulla gestione dell’acqua a Trieste. «C’è un tema ambientale, basti pensare al rischio di carenza idrica vissuto la scorsa estate, ma anche un tema di democrazia e futuro dei servizi pubblici locali di interesse generale».
Il capogruppo di Adesso Trieste Riccardo Laterza prosegue con un riassunto di quella che è una questione decisamente complessa da un punto di vista tecnico e politico, su cui i municipalisti e gli autonomisti da tempo cercano di fare chiarezza in vista della scadenza dell’affidamento ad Acegas (31 dicembre 2027, ndr). «Nell’ultima audizione comunale del 16 giugno scorso, il direttore dell’Ausir, l’ing. Del Ben, ha confermato che non risulta approvato alcun piano ambito relativo all’ambito territoriale ottimale, che dovrebbe essere quello dell’intera regione. Infatti, secondo l’autorità, l’aggiornamento del piano, seppur riconosciuto come necessario, può avvenire solo a valle dell’affidamento della gestione. In più, l’Ausir afferma che sia impossibile approvare il piano perché sono attualmente presenti più di un gestore di servizio idrico. A fronte di queste posizioni, abbiamo chiesto allo studio LLPT Legal di elaborare un parere pro veritate sul tema, trattandosi di una questione complessa, con molte fonti normative e tanta giurisprudenza in merito. I punti essenziali che emergono dal parere sono tre. In primis, le scelte pianificatorie devono essere anteposte alla gestione. In secondo luogo, il piano locale in vigore è certamente ancora vigente ma funzionale all’ordinaria amministrazione, e non può essere considerato quindi valido di fronte a una scelta che si colloca su una scala regionale e su un orizzonte temporale così esteso, visto che la scadenza del nuovo affidamento sarebbe il 2039. Infine, sul tema dei rifiuti, disciplinato dalla stessa legge regionale del 2016, è stato realizzato un piano di gestione in presenza di ben 9 gestori separati, contraddicendo l’obiezione di Ausir».
Gli avvocati Trevisan e Poletto hanno evidenziato la complessità del tema, ma anche la chiarezza della normativa e della giurisprudenza, per cui ci sono precedenti giudiziari che vanno in direzione nettamente contraria a quella espressa da Ausir. Proseguire in questa direzione potrebbe pertanto prefigurare un vizio dell’atto amministrativo dell’affidamento, con un conseguente possibile contenzioso. Il parere presentato dai due legali sostiene quindi la necessità di fare un passo indietro e ripartire dal piano d’ambito regionale.
«Questo parere verrà ora trasmesso a tutti i soggetti chiamati a decidere di questo percorso», conclude Laterza: «Non è un passaggio che riguarda una mera formalità, è un passaggio storico, si tratta di un servizio essenziale, la sua corretta gestione è un tema che deve riguardare la politica, non si può usare la normativa per giustificare ex post delle scelte ingiustificabili. Abbiamo lavorato perché il tema diventasse di dominio pubblico, perché l’interesse, essendo un bene indispensabile per la vita umana, è evidentemente collettivo».
