Politiche linguistiche

Il Friuli-Venezia Giulia è una terra plurale, in cui convivono da secoli comunità linguistiche diverse. Friulano, sloveno e tedesco sono lingue vive che devono poter essere apprese, parlate e utilizzate nella vita quotidiana, nella scuola, nelle istituzioni, nei servizi pubblici e nei mezzi di comunicazione.
La tutela delle minoranze linguistiche è inoltre una delle ragioni fondamentali della specialità della nostra Regione. Per il Patto, difendere e rafforzare il plurilinguismo significa quindi dare sostanza all’autonomia stessa, costruendo una società più aperta, inclusiva e consapevole della propria storia.
1. Dalla tutela alla trasmissione delle lingue
Occorre passare da una politica che si limita alla tutela formale a una vera politica di recupero linguistico, capace soprattutto di aumentare il numero di nuovi parlanti. Il caso del friulano è particolarmente urgente: la diminuzione dell’uso della lingua tra le generazioni più giovani mette a rischio la sua stessa vitalità.
La scuola deve quindi avere un ruolo centrale. Occorre rafforzare l’insegnamento del friulano e delle altre lingue del territorio, garantendo continuità didattica, materiali adeguati e personale formato.
La tutela, però, richiede risorse adeguate. Nel 2026 abbiamo denunciato il progressivo dimezzamento dei finanziamenti statali della legge 482/1999 destinati in Friuli-Venezia Giulia alle minoranze linguistiche e allo Sportello regionale per la lingua friulana. Chiediamo allo Stato di invertire questa tendenza e alla Regione di garantire comunque continuità a sportelli linguistici, attività culturali, progetti educativi e servizi ai territori.

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2. Le lingue devono vivere nelle istituzioni e nei servizi pubblici
Il plurilinguismo deve diventare una pratica normale della pubblica amministrazione. I cittadini devono poter trovare e utilizzare le lingue tutelate nei siti istituzionali, nella modulistica, nei segnali stradali e nei servizi pubblici.
Una lingua deve anche poter raccontare anche il presente. Per questo chiediamo più informazione radiofonica e televisiva in friulano nel servizio pubblico, con notiziari quotidiani e una vera redazione giornalistica in lingua friulana. Nel 2024 il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una mozione che va in questa direzione, raccogliendo una battaglia portata avanti da tempo dal Patto.

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Accanto all’informazione è fondamentale conservare e rendere accessibile il patrimonio culturale esistente. Nel 2023 è stato approvato un nostro emendamento che ha destinato 50 mila euro alla Biblioteca civica Joppi di Udine per digitalizzare documenti e periodici in lingua friulana e proseguire il progetto di bibliografia friulana.

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3. Il plurilinguismo come ricchezza del territorio
Friulano, sloveno e tedesco devono essere visibili anche nella promozione culturale, turistica ed economica della Regione. Le lingue locali contribuiscono a caratterizzare un territorio, rafforzano il legame con le comunità e possono diventare anche uno strumento di valorizzazione delle produzioni, dell’enogastronomia e del turismo.
Per questo abbiamo contestato l’esclusione del friulano e del tedesco dalla comunicazione di GO! 2025, un evento che avrebbe potuto presentare al pubblico europeo proprio la straordinaria pluralità linguistica di Gorizia e dell’intera regione. Nel 2025 abbiamo portato la questione in Consiglio regionale chiedendo che entrambe le lingue trovassero spazio nei materiali e nelle iniziative della Capitale europea della Cultura.
Moretuzzo: «Friulano e tedesco esclusi da GO! 2025, occasione persa». Presentata interrogazione in Commissione consiliare
4. Una politica linguistica fondata su dati, obiettivi e partecipazione
La salvaguardia delle lingue richiede programmazione e verifica dei risultati. Nel 2026, durante l’esame del Piano generale di politica linguistica per la lingua friulana 2026-2030, abbiamo chiesto dati sociolinguistici completi e aggiornati, obiettivi verificabili e un maggiore coinvolgimento delle associazioni e dei soggetti che quotidianamente lavorano per la lingua friulana. Senza conoscere con precisione quanti parlano la lingua, dove viene utilizzata e come cambia la sua trasmissione tra le generazioni, è difficile costruire politiche realmente efficaci.

Piano generale di politica linguistica per la lingua friulana. Massolino e Moretuzzo: «Strumento fondamentale, ma mancano dati aggiornati e condivisione nella fase di preparazione. Chiederemo un’audizione degli attori interessati»
La nostra prospettiva è quella di una Regione in cui parlare più lingue sia normale: una terra capace di tutelare friulano, sloveno e tedesco, valorizzare le varietà linguistiche presenti nei territori e accogliere anche le lingue delle nuove comunità. Perché il plurilinguismo aumenta le possibilità di comunicare, conoscere e vivere insieme.
Per approfondire i temi legati alla tutela delle lingue, leggi il documento programmatico Con più lingue si cresce meglio in italiano e in friulano
