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Moretuzzo: «Danni prodotti da Italian Baja su viabilità locale sono evidenti, la Regione non si nasconda». Presentata interrogazione in Consiglio regionale

15 Ottobre 2026

«La Regione continua a finanziare l’Italian Baja con centinaia di migliaia di euro di risorse pubbliche, ma quando emergono i danni al territorio sostiene di non averne responsabilità. È tempo di cambiare rotta». Lo afferma il capogruppo del Patto per l'Autonomia-Civica FVG, Massimo Moretuzzo, commentando la risposta ricevuta oggi in Consiglio regionale all’interrogazione per chiedere quali verifiche siano state effettuate sugli effetti della manifestazione e sugli interventi di ripristino successivi al passaggio della gara.

«Negli anni, cittadini, agricoltori e associazioni hanno più volte denunciato danni alla viabilità rurale, alle strade bianche, ai terreni agricoli e ai greti dei fiumi, oltre ai disagi provocati da rumore e polveri. Criticità che si sono ripresentate anche nell’ultima edizione della competizione motoristica di fuoristrada che si è svolta nelle zone di riordino fondiario del Medio Friuli, in parte anche sui greti sassosi e ghiaiosi dei torrenti Meduna e Cosa e del fiume Tagliamento, in un ecosistema delicatissimo e di elevato valore naturalistico. Solo per l’edizione 2026 la Regione ha concesso 30 mila euro di contributi e, nel corso dell’attuale legislatura, i finanziamenti destinati all’Italian Baja e alla Baja di Primavera hanno raggiunto quasi 279 mila euro. Sono soldi pubblici e per questo è doveroso chiedere conto dell’impatto che questa manifestazione produce sul territorio e delle conseguenze che lascia alle comunità locali. È paradossale che una gara sostenuta con fondi pubblici continui a generare danni segnalati con costanza da chi vive e lavora nei territori attraversati».

Secondo Moretuzzo, il nodo riguarda anche il ripristino delle aree interessate dalla corsa. «Di fronte alle segnalazioni dei cittadini, la Regione continua a sostenere che la responsabilità sia degli organizzatori. Ma non è accettabile che si limiti a rinviare ogni responsabilità ad altri. In molti casi i ripristini risultano insufficienti e i danni continuano a gravare sui Comuni, sulla viabilità rurale e sulle aziende agricole, che si trovano a sostenere direttamente costi e interventi per riportare strade e terreni alle condizioni precedenti al passaggio della gara».

«Se la Regione decide di finanziare e promuovere questa manifestazione non può voltarsi dall’altra parte quando vengono denunciati i danni – conclude Moretuzzo –. Deve dire con chiarezza quali controlli ha effettuato, quali risultati hanno prodotto e chi paga davvero il conto di questa manifestazione. Continuare a investire risorse pubbliche senza una verifica trasparente degli impatti e dell’efficacia dei ripristini significa contraddire gli stessi obiettivi di tutela del territorio, valorizzazione delle produzioni agricole e salvaguardia dell’ambiente che la Regione afferma di perseguire».

     

 


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