Skip to main content

Patto per l'Autonomia | Pat pe Autonomie | Pakt za Avtonomijo | Pakt für die Autonomie

logo_efa.png

«I tagli alla 482 mettono a rischio un patrimonio identitario»

28 Settembre 2026

Alla vigilia della Giornata europea delle lingue, che ricorre il 26 settembre, il Gruppo consiliare del Patto per l’Autonomia - Civica FVG annuncia il deposito in Consiglio regionale di una mozione per chiedere al Governo e al Parlamento di garantire finanziamenti adeguati, stabili e continuativi alla legge 482/1999 sulla tutela delle minoranze linguistiche storiche. Una richiesta che punta a costruire un fronte comune contro i tagli progressivi operati dallo Stato negli ultimi anni.

 

Nel tempo, il finanziamento statale destinato al Friuli‑Venezia Giulia si è, infatti, ridotto in modo drastico. Nel 2022 la Regione poteva contare su quasi 1,2 milioni di euro, con oltre 596 mila euro destinati allo Sportello regionale per la lingua friulana. L’anno successivo le risorse sono scese a poco più di 826 mila euro, e nel 2024 si sono ulteriormente ridotte, fermandosi attorno ai 573 mila euro, con appena 300 mila euro allo Sportello. Nel 2025 il fondo si è assestato su 546 mila euro, e la struttura regionale che garantisce servizi linguistici alla cittadinanza e ai Comuni ha ricevuto solo 286 mila euro. Un arretramento costante, che indebolisce la capacità di garantire continuità ai progetti e ai servizi essenziali per la tutela linguistica.

 

«È un trend chiarissimo: ogni anno si perde qualcosa, e ogni anno si restringe la capacità di garantire continuità ai progetti», denuncia il capogruppo Massimo Moretuzzo. «La tutela linguistica non è un tema di nicchia: è un dovere costituzionale e un investimento culturale che riguarda l’intera comunità regionale. Se lo Stato arretra, la Regione non può essere lasciata sola. Serve un fronte comune, trasversale, che chieda al Governo di invertire la rotta».

 

La mozione chiede al Governo e al Parlamento di assicurare un finanziamento adeguato e costante alla legge 482/1999, come raccomandato anche dal più recente Parere del Comitato consultivo del Consiglio d’Europa. Sollecita inoltre la Giunta e il Consiglio regionale a porre con determinazione la questione a Roma, affinché la dotazione finanziaria sia finalmente garantita in una prospettiva di continuità. Infine, invita le parlamentari e i parlamentari eletti in Friuli‑Venezia Giulia a farsi parte attiva nel richiedere allo Stato un impegno stabile e di lungo periodo per la tutela delle minoranze linguistiche.

 

La mozione regionale riprende quella già depositata nel Comune di Udine da Stefania Garlatti‑Costa, consigliera delegata a Identità friulana e pluringuismo e componente del direttivo del Patto per l’Autonomia, che richiama l’urgenza di una mobilitazione ampia: «La lingua friulana è in una situazione di grave fragilità, oggi molto più del 1999, quando è stata approvata la legge statale sulle minoranze linguistiche storiche. Se vogliamo che il friulano, patrimonio linguistico e culturale millenario, non finisca nei libri di storia, ma continui a essere vivo e produttivo, questo è il momento per darci da fare. I friulani hanno saputo agire insieme nelle grandi battaglie di cinquant’anni fa: questa – per la lingua friulana e per il finanziamento adeguato della 482 – è un’altra battaglia da combattere, e Udine vuole esserne protagonista».

 

Accanto all’iniziativa regionale, il Patto per l’Autonomia ha avviato un’azione coordinata rivolta alle amministrazioni locali. Federico Pirone, responsabile Enti locali del movimento, ha inviato ai Comuni una proposta di mozione da discutere e approvare nei Consigli comunali. «I Comuni, in particolare quelli dell’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana, possono svolgere un ruolo decisivo nel richiamare l’attenzione dello Stato. Chiediamo alle amministrazioni di portare la mozione in aula e contribuire a una richiesta unitaria che nasce dai territori e guarda al futuro delle nostre comunità linguistiche».

 

«La tutela delle minoranze linguistiche friulana, slovena e germanica è un pilastro dell’autonomia speciale e un patrimonio culturale e democratico che non può essere indebolito da scelte finanziarie miopi – conclude Moretuzzo –. La Giornata mondiale delle lingue diventa così l’occasione per riaffermare un impegno collettivo: difendere la diversità linguistica come bene comune e responsabilità condivisa».


Prossimi appuntamenti

Non ci sono eventi futuri