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Codice della Strada. Massolino presenta una mozione: «Meno tutele, più rischi per la vita delle persone: riforma da riscrivere»

05 Novembre 2026

Sosteniamo le richieste delle 42 associazioni al Parlamento

Dopo oltre trent'anni, l'Italia ha l'occasione di riscrivere il Codice della strada. Un’opportunità per mettere la sicurezza delle persone al centro delle regole della mobilità. Ma lo schema di decreto non dà risposte soddisfacenti alle cause di insicurezza stradale: velocità, controlli inefficaci e scarse tutele per gli utenti vulnerabili. È l'allarme lanciato il 3 novembre alla Camera dei Deputati da RIME – Rete Italiana Mobilità Equa, nuova realtà che riunisce 42 organizzazioni impegnate per sicurezza stradale, tutela delle vittime, mobilità attiva e trasporto pubblico. Nel corso della conferenza stampa, RIME, che ha partecipato alla consultazione aperta dal MIT, ha presentato la propria analisi dello schema di nuovo Codice approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre, mentre il testo è all’esame delle Commissioni Trasporti di Camera e Senato. Le associazioni chiedono al Governo di sospendere l'iter attuale e riaprire un confronto sostanziale con Parlamento, enti locali e società civile per una revisione profonda del testo, mentre alle Regioni e ai Comuni in Conferenza Unificata, e alle Commissioni parlamentari, di esprimere nei propri pareri la necessità di correggere tutte le criticità evidenziate.

«Ho raccolto la richiesta delle associazioni depositando una nuova mozione in Consiglio regionale - dichiara Giulia Massolino, consigliera regionale del Patto per l’Autonomia - Civica FVG -. Da anni denunciamo, fuori e dentro le istituzioni, l’inaccettabilità dei numeri di persone uccise e ferite sulle nostre strade, chiedendo interventi urgenti. In questa direzione vanno anche due mozioni depositate dalla maggioranza, una delle quali è stata anche già discussa e approvata, eppure niente si muove sul fronte della sicurezza stradale. Con il nuovo decreto la situazione potrebbe ulteriormente peggiorare, anche rispetto all’autonomia decisionale della Regione e dei Comuni rispetto alle politiche di sicurezza stradale da mettere in campo, a causa del previsto accentramento di competenze presso Ministeri e Prefetti e nuovi vincoli agli interventi locali, dalle Zone 30 alle ZTL, dalle aree pedonali ai controlli. Nella mozione chiediamo quindi di farsi parte attiva presso la Conferenza delle Regioni affinché in sede di Conferenza Unificata si esprima parere contrario a questa proposta di nuovo Codice della Strada, e chiedere al Governo e al Ministero dei Trasporti di sospendere l’iter in corso e avviare un confronto reale con i Comuni italiani e l’associazionismo per arrivare a una riscrittura pienamente condivisa del nuovo Codice della Strada. Inoltre, si chiede al Parlamento e Governo di assicurare che nella Legge di bilancio 2027 in discussione siano previsti l’incremento delle risorse del Fondo Nazionale Trasporti per i servizi TPL, e il finanziamento dei fondi, attualmente a zero euro, per la realizzazione di nuove Infrastrutture di Trasporto Rapido di Massa e per l’attuazione del Piano Nazionale della Sicurezza Stradale e del Piano Generale della Mobilità Ciclistica». 

Il press kit della conferenza stampa tenuta da RIME – Rete Italiana Mobilità Equa, che riunisce 42 organizzazioni impegnate per la sicurezza stradale, la tutela delle vittime, la mobilità attiva, il trasporto pubblico, l’ambiente e la qualità dello spazio pubblico a questo link.


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